SCM: cerca nelle tue foto e video su Mac, senza cloud
Un'app gratuita e open source per Mac trova foto e momenti precisi nei video descrivendoli a parole: capisce il testo nelle immagini, le voci e il significato delle scene. Tutto resta sul computer.
Perché conta
È un esempio concreto di come un modello di AI può girare interamente sul proprio computer, senza passare da un cloud esterno: per chi ha migliaia di foto e video sparsi senza nome sensato, è un modo pratico di ritrovarli senza doverli riorganizzare a mano.
In pratica
Si scarica e si installa gratis in pochi minuti su un Mac Apple Silicon; non serve creare un account né avere una connessione per usarlo dopo l'installazione.
SCM, sigla di Screen Memories, è un'applicazione gratuita per Mac che cerca dentro le proprie foto e i propri video usando descrizioni scritte in linguaggio naturale, invece dei soliti nomi di file o tag inseriti a mano. Si cerca come si parlerebbe a una persona: "la foto della torta di compleanno con le candeline", e l'app la trova, anche se il file si chiama IMG_4821.jpg.
L'app offre cinque modi di cercare: nei file (il significato generale di un'immagine), nelle scene di un video con il momento esatto in cui compaiono, nel testo visibile dentro foto e fotogrammi (uno scontrino, un cartello), nel parlato di un video grazie a Whisper, il sistema di trascrizione di OpenAI, e infine in una chat locale con cui porre domande su quello che è stato trovato. Tutta l'elaborazione avviene sul computer, senza mandare nulla online: pensata per chi vuole organizzare una libreria di foto e video senza affidarla a un servizio cloud.
Si installa con Homebrew o scaricando il programma direttamente, senza bisogno di scrivere codice: basta un Mac con processore Apple Silicon e macOS 12 o successivo. Una volta importate le cartelle, che l'app tiene sotto controllo in automatico, si cerca da una barra di ricerca e si possono salvare le query più usate come schede.
È un progetto gratuito e open source, con licenza MIT, già alla versione 0.2.4, con test automatici e documentazione: non un esperimento abbandonato al primo rilascio. Il limite più evidente è che gira solo su Mac con chip Apple, quindi resta fuori chi usa un Mac Intel, Windows o Linux.